

A Loreto si va in pellegrinaggio. Meta è il Santuario della Santa Casa, cioè la Casa di Nazareth, trasportata dagli angeli, secondo la leggenda, in seguito all'invasione musulmana della Palestina. E la Casa è anche il fulcro spirituale e architettonico del Santuario, grandiosa realizzazione gotico-rinascimentale, compiuta in 300 anni di lavoro, che ha visto succedersi artisti grandissimi: Giuliano da Maiano per la struttura architettonica, Giuliano da Sangallo, Andrea Sansovino e Francesco di Giorgio Martini per la cupola, Vanvitelli per il campanile, Bramante per la facciata, le cappelle laterali e il rivestimento marmoreo della Santa Casa. La decorazione pittorica si deve tra gli altri a Melozzo da Forlì, a Luca Signorelli, al Pomarancio.
Da non perdere una visita alla Pinacoteca nel Palazzo apostolico, con le opere del Lotto (tra cui la Presentazione al Tempio) e le mura, fatte costruire da Leone X su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane.
La notte del 10 dicembre si festeggia la ricorrenza della traslazione coi tradizionali "fuochi della venuta"